SPERMATOZOI: ECCO 15 COSE CHE NON SAI!

Quanti ne produciamo, a che velocità vanno, come sono stati scoperti, quanto resistono dopo l’eiaculazione e quante calorie contengono. 15 risposte ad altrettante domande che forse vi siete posti, ma che non avete mai avuto il coraggio di fare.

QUANTI SPERMATOZOI ESPELLE L’UOMO NELL’EIACULAZIONE. Anche se ci sono forti variazioni individuali, è considerata normale una quantità di almeno 20 milioni di spermatozoi per ogni millilitro di liquido seminale. E poiché il volume dell’eiaculato va da 2 a 6 millilitri, a ogni eiaculazione l’uomo espelle, in media, da 40 a 120 milioni di spermatozoi. A differenza delle donne, che hanno un numero di cellule uovo fisso dalla nascita, gli uomini producono nuovi spermatozoi per tutto l’arco della vita. Il picco della produzione si ha però fra 18 e 23 anni.

A CHE VELOCITÀ “VIAGGIA” UNO SPERMATOZOO UMANO? La velocità di avanzamento, in media, è compresa tra 1,6 e 3 millimetri al minuto. ll viaggio copre un tragitto di una ventina centimetri (l’utero è lungo circa 6-9 cm e le tube uterine circa 10 cm), e dura in media un’ora.  Alcuni però vanno di più. La velocità con cui uno spermatozoo “nuota” per fecondare l’ovulo dipende dalla sua forma (quella della “testa”, che contiene il materiale genetico ereditario, e soprattutto quella del “flagello”, l’appendice lunga e sottile che ha compiti di locomozione) e dalla vischiosità del liquido lattescente in cui si trova immerso, insieme a milioni di altri concorrenti.

VELOCISSIMI E INCAPACI DI GIRARE A SINISTRA. Un gruppo di ricercatori statunitensi grazie a un ingegnoso sistema a LED è riuscito a osservare il percorso di circa 1.500 spermatozoi. Ha scoperto che compiono percorsi a “turacciolo” e girano quasi sempre verso destra. Per saperne di più


GLI ANIMALI PIÙ GRANDI HANNO SPERMATOZOI PIÙ GRANDI? Sembrerebbe logico di sì, ma in realtà la grandezza degli spermatozoi non ha alcun legame con le dimensioni dell’animale. Per cui elefanti, scoiattoli e balene possono avere spermatozoi di lunghezza simile. Addirittura, lo spermatozoo più grande è quello della Drosophila bifurca, un moscerino. Con la “coda” srotolata, lo spermatozoo supera i 2 centimetri di lunghezza. È anche il più fecondo: ha il 100% di probabilità di incontrare l’ovulo perché occupa, da solo, tutto l’apparato genitale della femmina. Per confronto, lo spermatozoo umano misura 0,07 millimetri, e quello dell’ippopotamo 0,033 millimetri. Nella foto, invece, i testicoli più grandi in natura (relativamente al peso dell’animale). Appartengono a una specie di grillo ma non producono spermatozoi particolarmente grandi.

COME TROVANO LA STRADA? Grazie alle “indicazioni” dell’apparato genitale femminile. Nella vagina l’ambiente acido è sfavorevole agli spermatozoi: questi devono quindi risalirla velocemente, e in 60/90 secondi raggiungere il muco cervicale, che ha un ph alcalino più favorevole. Qui, nel periodo ovulatorio il muco diventa da vischioso a filante e permette una risalita più rapida agli spermatozoi. Quelli che superano anche questo passaggio proseguono verso le tube di Falloppio: solo poche centinaia, dei milioni originari, raggiungono la cellula uovo e, di questi, uno solo la feconderà. L’intero viaggio è pilotato sia chimicamente (soprattutto dall’ossitocina che li attrae) sia meccanicamente, grazie alle contrazioni dell’utero.

STRISCIANO, NON NUOTANO. Uno studio ha dimostrato che gli spermatozoi preferiscono strisciare invece che nuotare. Raramente nuotano nella parte centrale del tratto riproduttivo femminile e, anzi, cercano proprio di evitare questa zona per spostarsi verso le pareti della vagina, sulle quali strisciano fino a raggiungere l’utero. Gli scienziati stanno studiando come lo spermatozoo si muova iniettando dei campioni di sperma in labirinti sottili come un capello umano

VUOI DIVENTARE PAPÀ? FAI SESSO IN APRILE. La qualità dello sperma negli uomini con problemi di infertilità è migliore all’inizio della primavera perché in questo periodo gli spermatozoi hanno un aspetto più sano e la loro motilità è più elevata. Nella foto al microscopio, spermatozoi in formazione all’interno di un tubulo seminifero nei testicoli.

LO SPERMA È RICCO DI CALORIE? Falso. Rachel Vreeman, docente alla Scuola di medicina dell’Università dell’Indiana ed esperta di false credenze sul corpo umano, spiega che lo sperma contiene sì zuccheri, soprattutto sotto forma di fruttosio, ma per sole 5/7 calorie ad eiaculato. Per il resto è composto da acqua e nutrienti come vitamina C, calcio e magnesio che non ne fanno un liquido ipercalorico. Lo sperma contiene inoltre proteine e polisaccaridi mucosi, e zuccheri e aminoacidi che gli spermatozoi usano come fonte energetica.

ESISTONO “RACCOGLITORI AUTOMATICI” DEL SEME? Sì e si chiamano Automatic Sperm Extractor, sono stati inventati per facilitare la raccolta del liquido seminale dei donatori e, per ora, sono operativi solo in una clinica cinese a Nanjing. Somigliano a una colonnina per informazioni turistiche e il funzionamento è… intuitivo: occorre inserire il pene in un cilindro, scegliere i video erotici da visionare, regolare temperatura dell’incavo, velocità e intensità del movimento. Alla fine, lo sperma finirà automaticamente in un contenitore specifico

IL RISCALDAMENTO GLOBALE LI… UCCIDE. I dati sui donatori di seme alle banche francesi Cecos degli ultimi 34 anni dimostrano che la conta spermatica è passata da 443 a 300 milioni di spermatozoi. E l’équipe di andrologia e medicina della riproduzione del policlinico di Padova conferma. C’è stata una progressiva riduzione del 15% di spermatozoi anche nelle donazioni italiane degli ultimi 15 anni, forse correlata al cambiamento climatico: in altre parole, quando la temperatura media sale oltre i 27 °C la fertilità, sostengono alcune ricerche, si riduce.

QUAL È L’ORGANO O IL MECCANISMO FISICO CHE FA EMETTERE LO SPERMA? L’eiaculazione, ossia la fuoruscita dello sperma, non è attuata da un organo specifico, ma da un meccanismo neuromuscolare che agisce in due fasi distinte. Nella prima fase lo sperma, proveniente dai dotti deferenti dei testicoli, dalle vescicole seminali e dalla prostata, confluisce alla base dell’uretra. Nella seconda fase, una serie di 6 o 7 potenti contrazioni ritmiche (a intervalli di 0,8 secondi) dei muscoli circostanti determina l’espulsione. Le prime due o tre contrazioni, le più forti, sono legate al massimo del piacere orgasmico.  L’eiaculazione è percepita come un tutt’uno con l’orgasmo, che dura in media da dieci a tredici secondi. In realtà si tratta di due funzioni concomitanti ma separate, tanto è vero che si può avere eiaculazione senza orgasmo

QUANTO IMPIEGANO GLI SPERMATOZOI A FECONDARE? Come abbiamo visto per raggiungere l’ovulo gli spermatozoi devono compiere un percorso complesso. Solo uno – al massimo due, quando si ha la formazione di gemelli biovulari – riesce a penetrare nell’uovo femminile. Questo avviene da un’ora e mezza a 24 ore dopo l’eiaculazione (ma solo se nella tuba è presente l’ovulo). Gli spermatozoi più robusti sopravvivono due o tre giorni (il record è 8) all’interno del corpo della donna, e dunque possono aspettare che avvenga un’ovulazione.

QUANTO VIVONO GLI SPERMATOZOI DOPO UN’EIACULAZIONE? Dipende. Nell’utero, vedi foto precedente, anche qualche giorno.  Se sono emessi all’esterno, a temperatura ambiente, per esempio a 15 °, rimangono vitali circa uno o due giorni, ma non tutti e in percentuali sempre più basse col passare del tempo e comunque con grande variabilità secondo la persona e l’età. A 36 ° vivono poche ore. Per conservarli due o tre giorni si possono mettere a 4 ° (la temperatura di un frigorifero).

UN PO’ DI STORIA. Già Ippocrate, quattro secoli prima di Cristo, aveva ipotizzato che dal seme prodotto dal testicolo destro nascessero i maschi, mentre dal sinistro le femmine. E pochi decenni dopo, Aristotele pensava che l’embrione nascesse dal materiale secreto dalla femmina nell’utero mescolato con lo sperma dell’uomo, che considerava come la forza attivatrice. La scoperta degli spermatozoi – che si deve all’olandese Antoni van Leeuwenhoek nel 1674 – ha risvolti divertenti. Egli scrisse infatti di osservare al microscopio solo i residui del suo coito coniugale, prelevati e analizzati “subito dopo l’eiaculazione, prima che fossero intercorsi sei battiti di polso”. Forse con gli stessi metodi di prelievo, in quell’epoca il naturalista Gautier guardò al microscopio il liquido seminale di alcuni animali e affermò di aver osservato un cavallo e un gallo minuscoli nelle cellule spermatiche delle rispettive specie

LE MUTANDE DI SPALLANZANI. Lazzaro Spallanzani fu il primo a dimostrare il ruolo degli spermatozoi, grazie a un metodo piuttosto buffo. Confezionò alcune paia di pantaloncini di taffetà per le rane maschio, lasciando poi che si accoppiassero con le rispettive femmine. L’atto compiuto con i pantaloncini impediva l’introduzione dello sperma e dalle rane non nacque nulla. In seguito Spallanzani introdusse manualmente lo sperma spremuto dai testicoli e dimostrò l’avvenuta fecondazione, ripetendo l’esperimento anche con le tartarughe e con una cagna.

via ItalianoSveglia

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