È SCOPPIATO L’ALLARME MENINGITE: 5 DOMANDE E 5 RISPOSTE SUL MALE CHE CI SPAVENTA

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Due donne sono decedute e un bambino di otto anni sta ora meglio grazie alla sua copertura vaccinale effettuata nel 2009 che ha contribuito ad attenuare notevolmente la virulenza dell’infezione.

Tre nuovi casi di meningite in Toscana, che mettono ansia nell’intera popolazione italiana. Ogni anno, infatti, in Italia circa 1000 persone (500mila in Europa) vengono colpite da questa infezione delle meningi, le membrane che rivestono il sistema nervoso centrale e proteggono il cervello e il midollo spinale.

QUALI SONO LE CAUSE DI QUESTE MORTI?

Esistono molti agenti patogeni che possono causare la meningite. Le infezioni più frequenti, ma anche le meno pericolose, sono quelle provocate dai virus. Tuttavia, le forme più gravi sono quelle provocate dai batteri (la meningite da Hib, da pneumococco e da meningococco) che costituiscono anche le forme dell’infezione prevenibili attraverso la vaccinazione. I casi rilevati più di frequente in Europa e negli Usa sono comunque quelli da meningococco B e C.

C’È UN RISCHIO PANDEMIA?

L’infezione si trasmette attraverso le secrezioni o per via inalatoria. L’agente patogeno penetra nelle mucose nasali o nella faringe provocando l’infezione. Può essere trasmesso da una persona all’altra per via aerea, ma solo a distanza ravvicinata, soprattutto in luoghi chiusi e affollati, dato che non sopravvive a lungo fuori dall’organismo umano. Dalle prime vie aeree, il patogeno può poi raggiungere le meningi attraverso il sistema circolatorio.

QUALI SONO I SINTOMI DELLA MENINGITE? E COME SI CURA?

Il suo esordio è subdolo, i primi sintomi sono simili a quelli di una comune influenza, con febbre alta e mal di testa; segnali spesso fuorvianti per i quali si rischia di ritardare la diagnosi. Altri sintomi tipici sono: irrigidimento della parte posteriore del collo (rigidità nucale), vomito o nausea, alterazione del livello di coscienza, convulsioni, sensibilità alla luce. Dopo 20-36 ore i sintomi sono gravi: convulsioni, perdita di conoscenza, macchie sul corpo.

La terapia si basa sulla somministrazione di antibiotici specifici. Per aumentare le probabilità di guarigione e prevenire gli esiti più temibili della malattia (decesso o invalidità permanente), la terapia dovrà essere il più precoce possibile.

L’UNICA PREVENZIONE È IL VACCINO? E QUALI EFFETTI COLLATERALI HA?

Sì, il vaccino rappresenta l’unica arma di prevenzione efficace per evitare la meningite. Attualmente sono disponibili tre tipi di vaccini: contro la meningite di tipo C, di tipo B oggi disponibile, su richiesta, per i bambini a partire dal terzo mese di vita. In particolare, la vaccinazione anti-meningococco B è stata introdotta nel nuovo Piano nazionale vaccini ed è inserita nei livelli essenziali di assistenza; è dunque una vaccinazione gratuita.

Infine esiste il vaccino tetravalente A,C,W135,Y utile soprattutto a chi viaggia in aree del mondo a rischio. Gli effetti indesiderati dei vaccini contro la meningite sono rossore, gonfiore, e dolore nel sito di iniezione, che durano 1-2 giorni. Le reazioni sistemiche sono più rare e comprendono febbre lieve, sonnolenza, mal di testa, nausea e malessere generale, che si risolvono in 2-3 giorni.

CHI SONO I PIÙ COLPITI? E QUANTI GUARISCONO?

La meningite meningococcica colpisce soprattutto i neonati nel primo anno di vita, con la massima incidenza tra il 4° e l’8° mese, e i bambini fino ai 4 anni di età e i giovani dai 15-18 anni ai 24-25 anni, che frequentano luoghi chiusi e promiscui come discoteche e feste con molta gente, scuole.

Altri fattori di rischio sono la vita in comunità, il fumo attivo e passivo, le altre infezioni della vie respiratorie. Anche gli adulti possono quindi esserne colpiti, soprattutto se esposti a situazioni a rischio, a contatto con soggetti che hanno contratto l’infezione o in viaggio in zone in cui il batterio è ancora diffuso.

Secondo l’Istituto Superiore della Sanità ancora oggi la meningite da meningococco provoca il decesso nell’8-14% dei pazienti, sempre che le cure siano tempestive e adeguate; altrimenti la morte colpisce la metà dei malati. Inoltre, in un terzo dei casi si sopravvive con complicanze serie, spesso a carico di vista, udito, del sistema neuro-motorio, degli arti.

Fonte: qui

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