Tutto quello che non sapete sul latte e sugli allevamenti. Mucche imbottite di antibiotici

Spesso immaginiamo la mucca insieme ai suoi piccoli, mentre si nutre di erba fresca sulle colline: quasi verrebbe voglia di prenotare un viaggio e affittare una baita solo per svegliarsi e vedere quegli splendidi paesaggi, con bovini felici dai nasi grandi e lucidi. Ma questo è solo ciò che vediamo in televisione. La verità è ben diversa, per certi versi agghiacciante. Solo a vedere i filmati di ciò che realmente accade “dietro le quinte”, sorge spontanea una domanda: perché spendere tanti soldi per fare film horror? Per perdere il sonno basta andare a fare un giro nei mattatoi, o meglio nelle fabbriche che ipocritamente chiamiamo “fattorie”. Mucche che trascorrono sette mesi (se non tutto l’anno) su pavimenti in calcestruzzo duro, o nella melma più profonda, rimediando ferite sul corpo; costantemente in stato di gravidanza per la produzione di latte, che viene dato solo in piccola parte ai loro piccoli e non dalla vacca stessa. Questi poveri animali sono costretti a produrre così tanto latte che – dato il peso delle loro mammelle – non riescono a sorreggersi e incappano in cisti, tumori, gonfiori alle gambe e infezioni. La loro vita è una miseria assoluta.

Centinaia di mucche sono imbottite di antibiotici proprio per le condizioni innaturali e malsane in cui vivono. Il giorno del macello, spesso incapaci di sorreggersi, sono trascinate con catene sui camion. Da questi animali proviene il latte che gran parte della popolazione dà ai propri figli, e lo stesso latte è contenuto nella maggior parte delle merendine. Credete veramente che tutto ciò sia “sano”? Come si potrebbe rinunciare a ciò che è sempre stato presentato come essenziale e nutriente? La produzione bovina mondiale è cresciuta dell’80% nella foresta amazzonica, e dato che le mucche non “pascolano” nella jungla fra il 1997 ed il 2003 la deforestazione è aumentata del 40%. Si sa perfettamente che l’Amazzonia è il polmone del mondo, e per produrre un solo hamburger bisogna abbattere 5mq di foresta tropicale. Già seimila anni fa si producevano pecorino e ricotta in Sicilia: sin dell’età del rame, insomma, gli antichi abitanti del sito erano grandi consumatori di latte. Così avveniva ottomila anni fa in Mesopotamia, ma allora non esistevano certo questi problemi. Ciò che è strano è che nell’uomo il primo dente spunta in un età compresa fra i 6 e i 16 mesi: ciò significa che il “periodo del latte” è terminato, ma l’essere umano non ne ha mai abbastanza e ha escogitato un modo per prolungare questo piacere: bere il latte dei bovini, certo non destinato all’uomo. La stazza dell’animale dovrebbe infatti indicarci che quello stesso latte serve per far crescere cuccioli di una razza diversa dalla nostra: per questo molte persone sono intolleranti a latte e derivati. A noi il latte della mucca piace, e lo utilizziamo per dolci, cappuccini, cioccolate, formaggi e yogurt. Ma ciò non significa che facciamo bene. Cominciamo con il dire che sul latte si sono dette tante falsità e nascoste tante cose vere: i prodotti derivanti dal latte di mucca, ad esempio, sono molto poveri di ferro. I ricercatori della Università dell’Iowa hanno scritto nel “Journal of Pediatrics” che in gran parte dei neonati la somministrazione di latte vaccino provoca un notevole aumento della perdita di emoglobina. Anche se le preoccupazioni sono maggiori per i bambini nel primo anno di vita, ci sono anche problemi di salute correlati al latte di consumo tra i bambini più grandi. Le proteine del latte sono anche tra le più comuni cause di allergie alimentari, e spesso la causa dei sintomi non è riconosciuta per un periodo di tempo considerevole. Popolazioni di origine asiatica e africana non sono in grado di digerire lo zucchero del latte e il lattosio. Molti dei problemi del sistema riproduttivo sono dovuti al consumo eccessivo di latte ed i suoi derivanti, così come il colesterolo (che favorisce malattie cardiovascolari e alcune forme di cancro). Il latte (biologico e non) contiene 59 ormoni attivi, decine di allergeni, grassi e colesterolo: nel latte di mucca si possono trovare tracce di qualsiasi cosa. Di quegli ormoni uno è chiamato “Growth Factor ONE (IGF-1)” ed è identico sia nelle vacche che negli esseri umani. Considerate questo ormone come una cellula che funge da combustibile per qualsiasi tipo di cancro, soprattutto al seno, prostata e colon.


Poi c’è il mito del calcio, che certo non è contenuto solo nel latte: broccoli e altri ortaggi a foglia verde ne contengono a sufficienza, così come i fagioli o l’amaranto. Il calcio presente in 100 grammi di amaranto è maggiore di quello presente in 100 grammi di latte. Il calcio nel latte vaccino è sostanzialmente inutile perché ha un contenuto insufficiente di magnesio: non a caso le nazioni con il consumo più elevato di latte e latticini presentano anche i più alti tassi di osteoporosi. Per quanto riguarda poi la carne in generale – che sia di vacca, manzo, maiale, pollame o pesce – se un animale è tenuto rinchiuso sporco, stressato, maltrattato e imbottito di antibiotici, produrrà acido urico in eccesso. Chiedetevi cosa può darvi a livello nutritivo, dato che costerà molta più energia al vostro corpo eliminare o neutralizzare le tossine. Se proprio dovete mangiare carne cercate almeno di accertarne la provenienza, senza badare a spese: la salute non ha prezzo.

Conoscere e informarsi non può che migliorare la nostra salute e il nostro pianeta. Tutto ciò che compriamo dovrebbe essere sempre e solo biologico: se possibile fatevi il vostro orto, oppure comprate i prodotti da un contadino di fiducia che cresca gli animali liberi ed in modo sano. Ottime sono le mandorle: molto ricche di proteine, vitamine del complesso B, vitamina E, ferro, potassio, magnesio, rame e grassi insaturi. Le mandorle contengono piccole quantità di laetrile, considerata una sostanza anticancro, e sono prive di tossicità, anche se assunte in grande quantità. Aiutano inoltre a ridurre il colesterolo.

Fonte : ildemocratico.com

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