IL PERCHÈ DEI #TERREMOTI A CATENA NEL MONDO: LA CINTURA DI FUOCO

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Nuova Zelanda, Argentina, Alaska, Giappone, Panama sono state colpite da terremoti molto forti nella giornata di domenica 13 novembre. Una forte scossa di magnitudo 6.2, ha colpito infatti il nordovest dell’Argentina. Il sisma, a una profondità di 100 chilometri, si è verificato al confine con il Cile.

Sempre nell’Oceano Pacifico dopo il forte terremoto delle 12:02 italiane in Nuova Zelanda (di magnitudo 8.1), sono state registrate scosse potenti in Alaska, Giappone, alle isole Figi e al largo di Panama. E non è un caso.

Perché tutti questi Paesi, si legge su meteoweb.eu si trovano tutti nella zona della Cintura del fuoco, la fascia più sismica del pianeta.

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Basti pensare che è proprio in questa fascia che avvengono il 90 per cento dei terremoti mondiali e delle eruzioni vulcaniche. Una cintura estesa, lunga 40mila chilometri a forma di ferro di cavallo che va da una parte all’altra del pacifico.

Una zona che è caratterizzata dalla presenza di numerosissimi archi insulari (Polinesia, Filippine, Nuova Zelanda, Indonesia, Giappone ecc.), fosse oceaniche e catene montuose vulcaniche.

La Cintura del fuoco è l’effetto dei movimenti delle placche: quelle continentali avanzano passando sopra quelle oceaniche pacifiche. In sostanza, L’Oceano pacifico si restringe: lungo la costa americana la placca di Nazca, la placca delle Cocos e parte della placca pacifica vanno al di sotto della placca sudamericana e nordamericana, che si muovono verso ovest mentre dalla parte asiatica e australiana, si può osservare la subduzione della placca delle Filippine sotto la placca eurasiatica e quella della placca pacifica sotto la placca australiana.

Fonte: qui

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