Miracolina: la bacca miracolosa che minaccia le multinazionali dello zucchero

miracolina

La miracolina è una proteina presente nei frutti della Synsepalum dolcificum e potrebbe diventare un ingrediente rivoluzionario, soprattutto per chi non può mangiare cibi dolci come i diabetici. Potrebbe, appunto, se non fosse stata definita illegale.

La Synsepalum dolcificum è una pianta originaria dell’Africa Occidentale. Le sue bacche hanno un potere molto particolare: sono capaci di rendere dolci e piacevoli al palato tutti i cibi aspri e amari.

Masticando la bacca, infatti, tutto ciò che ha un sapore sgradevole, asprigno o amarostico, diventa come per magia dolce. I suoi effetti durano un’ora.

La cosa curiosa è che, se consumata da sola, questa bacca non ha nessun sapore di per sé. Acquisisce questa capacità solo quando viene associata a cibi e bevande acide.

Purtroppo, però, qualche tempo fa il Ministero della Salute ha ricordato che l’autorizzazione alla commercializzazione della miracolina in Europa è stata negata. In qualità di “novel food” non sarebbero noti eventuali effetti sulla salute umana in seguito alla sua assunzione e, in via precauzionale, non può essere venduta.

Con il termine novel food si indicano i nuovi alimenti o i nuovi ingredienti alimentari, disciplinati dalla legislazione alimentare comunitaria con il Regolamento (CE) 258/97, per i quali non è dimostrabile un consumo “significativo”. Nell’ottica del legislatore il consumo pregresso e significativo di un alimento che non ha fatto emergere effetti sfavorevoli rappresenta una prova di sicurezza. In assenza di tale requisito, ribadisce la legge, è necessario accertare la sicurezza attraverso l’applicazione del regolamento, anche se gli alimenti e/o ingredienti alimentari sono già in commercio al di fuori dell’UE.

Questa norma da un lato vieta la commercializzazione “tout court” di prodotti e sostanze alimentari privi di storia di consumo sicuro a livello comunitario e, dall’altro, offre comunque la possibilità di immetterli  sul mercato comunitario, previa autorizzazione, in un secondo momento.

A giugno del 2014, il Ministero della salute ha segnalato la vendita illegale sul mercato europeo di un prodotto – dal nome commerciale Miracle Frooties – contenente proprio la pianta Synsepalum dolcificum.

All’epoca, il prodotto, secondo quanto riportato dal RASFF, è stato sottoposto al sequestro.

Sembra che i frutti della Synsepalum dulcificum, chiamati anche miracle berry, siano stati proposti fin dagli anni ’70 come sostituito di zucchero ed edulcoranti artificiali, proprio come per la Stevia.

A differenza della Stevia però questo prodotto non è stato ancora approvato. La stevia, pianta che noi tutti conosciamo benissimo perché ottima alternativa allo zucchero, ha impiegato tantissimo tempo per essere approvata qui in Italia.  Eppure, sono vari i vantaggi legati al suo uso: è priva di calorie, non altera il livello di zucchero nel sangue, non provoca carie e soprattutto è naturale. Niente a che vedere con il tanto temuto aspartame.

Ciononostante, nel 1999 la Commissione sugli Additivi nei Cibi dell’OMS e il Comitato Scientifico per gli Alimenti dell’Unione Europea, ipotizzarono una presunta cancerogenicità dello steviolo. Cosa smentita successivamente da un gruppo di ricercatori belgi che evidenziò come non solo la sostanza non fosse tossica, ma non venisse nemmeno assorbita direttamente dall’intestino, ma degradata dai batteri del colon e in gran parte eliminata con le urine. Un ragionamento del genere potrebbe essere proiettato anche sulla miracolina.

C’è chi ipotizza che la messa al bando di questa sostanza sia dovuta al fatto che è “scomoda” per le multinazionali. Per adesso, possiamo solo sognare i suoi effetti miracolosi, sperando in una maggiore chiarezza e soprattutto interesse della comunità scientifica.

via AmbienteBio

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