L’allarme dell’Onu: è record di gas serra “Quantità mai raggiunta nella storia – Nuova era del clima”.

Nel 2015 superate 400 parti per milione di CO2 nell’atmosfera “Quantità mai raggiunta nella storia”.

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IL MOLTIPLICARSI degli eventi meteo estremi come alluvioni, tornado sempre più devastanti e siccità prolungate, ci ha dato un primo assaggio. Ora lo dicono anche i numeri ufficiali: il riscaldamento globale non è un problema del futuro, ma del presente. «Siamo entrati in una nuova era climatica», sentenzia l’ultimo bollettino dell’Omm (Wmo nella dizione inglese), l’organizzazione mondiale Onu per la meteorologia. Gli strumenti, in particolare la stazione di monitoraggio di Mauna Loa, nelle Hawaii, hanno registrato infatti per la prima volta nel 2015 una quantità di anidride carbonica nell’atmosfera stabilmente superiore (nel 2014 lo sforamento era stato sporadico) alla soglia psicologica delle 400 parti per milione.
Un dato allarmante, ma non del tutto inatteso. La mole di CO 2
prodotta dalle nostre società negli ultimi anni ha iniziato a rallentare, ma non a sufficienza perché possa essere assorbita dai cosiddetti carbon sink, i serbatoi naturali come oceani e foreste capaci di rimuoverla dall’atmosfera. A complicare le cose nel 2015 ci si è messo poi El Niño, il ciclico fenomeno di surriscaldamento delle acque superficiali del Pacifico. La siccità provocata da El Niño in diverse zone tropicali rallenta la crescita della vegetazione e favorisce gli incendi. Mentre il primo fattore riduce la capacità naturale di assorbire CO 2 , il secondo contribuisce ad una sua ulteriore produzione “naturale”. Il problema, sottolinea il segretario dell’Omm Petteri Taalas, è che «l’evento di El Niño è scomparso, ma i cambiamenti climatici restano » e l’anidride carbonica che abbiamo pompato in atmosfera, una quantità mai raggiunta nella storia dell’umanità, «resterà lì per migliaia di anni».
Stando al IV Rapporto dell’Ipcc, il panel internazionale che monitora le conclusioni della scienza climatica per conto dell’Onu, con una quantità di CO 2 in atmosfera pari a 450 parti per milione è lecito aspettarsi un aumento della temperatura pari a 2,1 gradi (3,1 nell’ipotesi peggiore), mentre per fermarci a un solo grado di riscaldamento ci saremmo dovuti fermare a quota 350 ppm. L’avvertimento dell’Ipcc è chiaro: per evitare di sconvolgere il clima oltre il gestibile la quantità di anidride carbonica presente in atmosfera deve stabilizzarsi entro il 2030. «I dati Wmo sul record concentrazione CO 2 spiegano l’urgenza di accordo Cop21. In quella scelta globale la miglior risposta possibile», ha commentato il ministro dell’Ambiente Galletti.
In realtà la macchina per cercare di ridurre la quantità di gas serra si è finalmente messa in moto in maniera più decisa. Nel 2015, per il secondo anno consecutivo, un importantissimo indicatore nell’efficacia della lotta ai cambiamenti climatici ha segnato un risultato positivo. La Iea ha certificato infatti che l’economia mondiale è cresciuta senza far registrare al contempo un aumento nelle emissioni globali di CO 2 .
Da La Repubblica del 25/10/2016.
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