La mappa della classificazione sismica nazionale, comune per comune

La Protezione Civile ha fornito i dati della classificazione sismica nazionale. L’Italia è stata divisa in 4 zone, in base alla probabilità che in quell’area possa verificarsi un sisma di forte intensità. La zona 1 è quella più a rischio. Ecco la mappa, comune per comune.

unnamed

Le scosse continuano. Lo sciame sismico sembra non arrestarsi più, mettendo a dura prova i nervi di una popolazione già martoriata da mesi.

Questa mattina Fabio Tonacci su Repubblica ha rivelato una storia sconvolgente che arriva da Fermo:

“La favola del “terremoto senza morti” si conclude su un cumulo di mattoncini sbreccati, davanti al civico 13 di via della Mossa, a Montappone. Sulle colline di Fermo. Ieri mattina, intorno alle 9, Nello ha salutato gli amici del bar Mauro dicendo che sarebbe andato nel bosco a sparare ai colombacci perché, nonostante fosse sfollato da tre giorni, era pur sempre un cacciatore. Invece è tornato alla casa dove viveva da trent’anni e che, per colpa del sisma, ha dovuto lasciare. Di fronte all’aia, c’è un orticello di cavoli e finocchi. Ha preso il fucile, lo ha appoggiato a terra dalla parte del calcio, si è puntato la canna al collo e ha tirato il grilletto aiutandosi con uno stecco. Al 75enne Nello, domenica scorsa, la casa non è crollata sulla testa. Gli è crollata sull’anima.”

Quest’uomo si chiamava Nello Ramadori.

E purtroppo sarà solo il primo dei morti collaterali da terremoto, se davvero l’Italia è diventata come il Giappone. Dove le forti scosse sono all’ordine del giorno ma accadono in un paese preparato ad affrontarle.

L’ITALIA CROLLA A PEZZI: BASTA UN KIT DI SOPRAVVIVENZA?

Il vecchio Belpaese, medievale e culturalmente magnifico, crolla a pezzi. E così la parte di Belpaese costruito con la sabbia delle mafie.

Se davvero il Governo facesse un censimento di tutti gli edifici pubblici e delle infrastrutture verrebbero a galla 40 anni di malaffare.

La corruzione dello Stato ha permesso alle mafie di ricostruire il paese. Già a partire dal dopoguerra, come dimostra l’eclatante caso del Sacco di Palermo (1959).

All’epoca, Salvo Lima era il sindaco e Vito Ciancimino l’assessore all’urbanistica.

Così titolava un giornale dell’epoca che svelava le collusioni tra mafia e politica nella gestione degli appalti pubblici

Ecco perché l’Italia rischia seriamente di scomparire.

Il terremoto colpisce da un lato la sua peculiare antichità architettonica, urbanistica e monumentale e dall’altro edifici pubblici di sabbia. Tutto si sgretola e viene giù.

Nel frattempo che cerchiamo di capire se è possibile prevedere i terremoti – e in parte la storia di Michael Janitch dà una risposta – possiamo solo affidarci a una prevenzione molto rudimentale.

Quelle case che si trovano nelle zone a rischio dovrebbero dotarsi, autonomamente, di caschetto, ascia e torcia.

In questa infografica, realizzata dal giornale cileno Publimetro, viene indicato come preparare un kit di sopravvivenza, da tenere sempre a portata di mano.

Anche in Cile i terremoti devastanti sono una costante.

LA CLASSIFICAZIONE SISMICA NAZIONALE COMUNE PER COMUNE: 4 ZONE

Il kit di sopravvivenza è particolarmente consigliato per chi vive nella zona 1, quella più a rischio, secondo la classificazione sismica della Protezione Civile:

“Per ridurre gli effetti del terremoto, l’azione dello Stato si è concentrata sulla classificazione del territorio, in base all’intensità e frequenza dei terremoti del passato, e sull’applicazione di speciali norme per le costruzioni nelle zone classificate sismiche.”

Permetteteci una riflessione.

Davvero lo Stato italiano pensa che per ridurre gli effetti del terremoto basta concentrarsi sulla classificazione del territorio?

Ai posteri l’ardua sentenza.

A noi non resta che spulciare la mappa, individuare il comune di residenza e controllare quanto è a rischio.

(mappa realizzata da Raffaele Mastrolonardo per Skytg24)

loading...