Forte terremoto in Oklahoma, sismologi americani: molto probabilmente è colpa del fracking…

2016-11-08_1539

Anche il servizio sismologico americano conferma: la sismicità degli ultimi anni in Oklahoma è legata probabilmente all’attività di fracking. Dal 2009 un aumento impressionante di terremoti ha scosso questo stato degli USA, situato in un’area storicamente a bassa sismicità

Una nuova scossa di terremoto, di magnitudo 5.0, ha scosso oggi l’Oklahoma, stato degli USA centro-meridionali. Ci sono danni alle costruzioni e l’intensità è stata stimata in un VI grado nella scala MCS. Non si riportano al momento notizie di feriti ma il sisma in Oklahoma riaccende la forte preoccupazione intorno alla sismicità in questo stato dell’America centrale, dove fino a pochi anni fa l’attività sismica era quasi assente.

L’Oklahoma ha visto crescere in pochi anni l’attività sismica in maniera sorprendente. Se nel 2009 lo stato americano aveva una media – calcolata su trent’anni – di solo due terremoti di magnitudo uguale o superiore a 3.0 all’anno, soltanto nel 2013 i terremoti con magnitudo uguale o superiore a 3.0 sono stati 109. Nel 2014 i terremoti con M>3 sono stati 585. Una continua crescita che ha mobilitato sismologi e cittadini locali, esasperati da un fenomeno del tutto nuovo. E pericoloso: il 5 novembre 2011 un sisma di magnitudo 5.7 ha creato danni nella città di Prague, e il 3 settembre 2016 un altro forte sisma (M 5.8) ha colpito Pawnee.

Nel 2015 l’USGS, il Servizio Geologico statunitense, ha inserito nella descrizione della sismicità dell’Oklahoma, la possibilità che essa sia legata alle attività di fracking. Sismicità indotta dall’attività dell’uomo. “Esiste una evidenza – afferma l’USGS – che, come in altri casi nel mondo, alcuni terremoti registrati negli USA centrali ed orientali siano stati innescati o causati da attività umane che hanno alterato le pressioni presenti nella crosta terrestre al punto tale da causare movimento di faglie“.

Secondo l’USGS il fatto che vi siano terremoti in quest’area degli USA non è strano: esiste infatti un complesso sistema di faglie, alcune delle quali potenzialmente in grado di generare terremoti. Ci troviamo però lontani da margini tettonici, e si tratta di una sismicità intraplacca legata al movimento di piccole faglie situate nel bedrock situato ad alcuni chilometri di profondità. Si tratta di faglie quasi del tutto prive di movimento. In generale quindi la frequenza dei terremoti è molto bassa ed essi hanno magnitudo basse.

Quello che è successo da qualche anno a questa parte potrebbe invece essere legato al vertiginoso aumento dei pozzi di trivellazione in questo stato degli Stati Uniti. Circa l’80% del territorio dell’Oklahoma ha un pozzo di iniezione a meno di 9 miglia, afferma l’Oklahoma Geological Survey. In questi pozzi viene usato il metodo della fratturazione idraulica (o fracking): si tratta di una tecnica di estrazione non convenzionale di idrocarburi, che consiste nell’iniezione di fluidi in pressione nel sottosuolo con l’obiettivo di liberare le particelle di gas o petrolio intrappolate nei sedimenti. Una tecnica che si è diffusa enormemente negli USA in questi ultimi anni permettendogli di ridurre fortemente la dipendenza dagli idrocarburi medio-orientali. Questa tecnica può però causare, in certe aree – è importante sottolineare questo – il movimento di faglie che altrimenti non registrerebbero movimenti dannosi.

L’USGS è stata la voce più autorevole ad affermare che i terremoti dell’Oklahoma possono essere dovuti al fracking, ma sono moltissimi gli scienziati e gli istituti di ricerca americani che mettono in relazione il boom di iniezione di fluidi in profondità con l’aumento di sismicità in certe zone. Tuttavia non è possibile scientificamente provare che tutte le scosse sismiche presenti nell’area siano state innescate dalle iniezioni.

La sismicità indotta nello stato dell’Oklahoma non ha niente a che vedere con quanto avviene in Italia, paese situato lungo un margine tettonico e perciò altamente sismico. Inoltre le faglie che generano i terremoti in Italia sono legate a sistemi enormi e molto complessi, che non possono essere paragonati con i sistemi di faglie di aree intraplacca come l’Oklahoma.

via AttivoTV

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