Equitalia. La guida per annullare il debito di una cartella pazza

Per annullare il debito e bloccare la riscossione di una cartella pazza Equitalia, esistono diversi metodi. Vediamo come applicarli

cartella-pazza-equitalia-660x330

Ritorniamo ad affrontare il tema Equitalia in questo articolo, cercando di fornire una semplice ed utile guida per coloro che hanno ricevuto una cartella esattoriale, e quindi un debito non proprio in linea con quanto si ritiene di dover pagare.

Prima di tutto vediamo i principi base per riconoscere una cartella pazza

Come si riconosce una cartella pazza

Ovviamente, prima di iniziare la procedura per veder riconosciuto il nostro diritto a non saldare una notifica,dobbiamo avere la certezza che siamo in presenza di una richiesta palesemente ingiusta.

la richiesta è ingiusta quando:

  • quando il diritto di credito è andato in prescrizione
  • quando il diritto di credito è decaduto
  • quando abbiamo ottenuto un provvedimento di sgravio dall’ente titolare del credito (ad esempio da un Comune o dall’Inps)
  • quando un provvedimento amministrativo ha sospeso l’efficacia stessa della cartella in questione
  • quando la sentenza di un giudice ha annullato la cartella pazza
  • quando in effetti sappiamo di aver già provveduto al pagamento della cartella in oggetto

La domanda

Per presentare la richiesta di sospensione , è sufficiente compilare l’apposito modulo che si trova nel sito dell’ente Equitalia, alla sezione ‘Sospensione’.

Vi forniamo qui il link Sospensione

oppure potete rivolgervi  presso gli sportelli locali.

L’istanza

  • La domanda può essere presentata una volta sola e va inviata, pena la decadenza, entro 60 giorni da quando Equitalia notifica la cartella (o il diverso atto di riscossione).
  • Una volta ricevuta la domanda, Equitalia si fa carico di trasmetterla all’ente creditore e, in attesa della risposta, sospende le procedure di riscossione: se l’ente non risponde entro 220 giorni, il tuo debito è annullato.

Un’altra alternativa è quella di richiedere la sospensione dell’annullamento del debito direttamente all’ente creditore.

Casi pratici

  • Se ad esempio nella cartella risultano dei contributi previdenziali, l’annullamento va chiesto all’Inps,
  • se risultano delle imposte non pagate, deve essere richiesto all’Agenzia delle Entrate o al comune, a seconda della natura del tributo.

In questo caso se l’ente riconosce che la pretesa è corretta, e la accetta annulla il debito emettendocomunicazione aEquitalia.
In caso di risposta negativa di Equitalia o dell’ente creditore, o in assenza di risposta, per annullare il debito si deve presentare un ricorso giudiziale.

Richiedere la sospensione direttamente a Equitalia, anziché all’ente creditore o al giudice, è senz’altro più conveniente.

perché, mentre negli ultimi due casi Equitalia è tenuta per legge ad andare avanti con le procedure di riscossione finché l’ente creditore non le trasmette il provvedimento di annullamento del debito, nella prima ipotesi la riscossione è immediatamente sospesa in attesa che l’ente creditore corregga l’errore.

via VivoSmart

loading...