Chiude Equitalia nasce Equientrate. Cosa cambia e come difendersi

Al posto di Equitalia arriverebbe Equientrate. La riscossione delle somme dovute dai contribuenti italiani sarebbe dunque..

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Argomento che ha abbastanza agitato l ‘opinione pubblica nell’ultimo mese, è stata la dichiarazione riguardo la chiusura di Equitalia , e la  sostituzione  dalla nuova Equientrate.

In questa sezione di guida al fisco per il cittadino, cercheremo di aggiornarvi, darvi delucidazioni sulla normativa fiscale, condividere le opinioni  e le istruzioni al cittadino su come comportarsi sui temi di maggior interesse.

Chiude Equitalia.

Entro l’anno, arriverà il decreto che cambierà il modo di concepire il rapporto tra fisco e cittadini. Probabilmente sarà la fine di un epoca durata anni, ma bisogna capire prima se questo cambiamento sia soltanto un cambiamento di forma e cosa cambierà sostanzialmente per i cittadini.

 Per i cittadini cambierà poco o nulla.

La scomparsa di Equitalia ovviamente non abolirà il blocco delle imposte dovute, delle sanzioni o degli interessi.

In sostanza, l’attività di riscossione dei tributi degli italiani, che attualmente viene svolta da Equitalia, sarà svolta direttamente dall’Agenzia delle Entrate con un vero e proprio dipartimento che sarà costituito appositamente.

La causa

Il motivo principale per cui il governo ha deciso di abolire Equitalia, in realtà, è stata una decisione che riguarda soltanto la forma.

Cosa significa?

Che con la cancellazione di Equitalia, l’obiettivo del governo è quello di cancellare l’immagine negativa che rappresenta quel marchio per i cittadini italiani.

Il marchio Equitalia infatti è con molta probabilità il marchio più temuto e odiato dai cittadini, in particolar modo in questi periodi di crisi economica e finanziaria.

Siamo tutti a conoscenza, chi più e chi meno delle aspre critiche e contestazioni dovute all’eccessiva pressione fiscale, agli elevati tassi di interesse e alle famose “cartelle pazze”.

Il cambiamento d’immagine, del nome cerca di rimettere in buona luce le operazione di riscossione.

In realtà, gli interessi, le sanzioni e gli aggi che vengono applicati ai tributi dei cittadini, non dipendono direttamente da Equitalia ma sono stabiliti dalle leggi fiscali e sono comprese nelle voci da riscuotere.

Quindi, se le leggi fiscali non cambiano, difficilmente si verificherà un cambiamento sostanziale con il nuovo ente di riscossione.

L’ obiettivo

L’obiettivo del governo, tuttavia è quello di introdurre un nuovo metodo di riscossione, meno vessatorio e che punti sulla maggiore compliance tra fisco e contribuente. L’attuale metodo di riscossione è ormai inefficiente e troppo vessatorio.

E quindi? Cosa cambierà realmente?

Poco e niente.

Nella pratica, però, e come previsto dal Decreto Legge n. 193/2016, Equientrate avrà poteri maggiori rispettoa Equitalia.

Equientrate manterrà tutti i poteri dell’ente di riscossioni con l’aggiunta della capacità di accesso alle informazioni, che caratterizzano l’ Agenzia delle Entrate .

Equientrate con tutta probabilità manterrà lo stesso personale che lavorava per Equitalia.

 Come difendersi

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Con la chiusura di Equitalia e il passaggio alla nuova Equientrate, le cartelle esattoriali non ancora pagate, ma già a rischio di prescrizione, potrebbero subire ulteriori ritardi.

Per coloro che hanno cartelle vicine alla prescrizione ( 10 anni per IVA, Irpef e Canone Rai e 5 anni per i tributi locali e multe, il tempo di transizione da Equitalia a Equientrate, è possibile che possa portare al superamento della data di scadenza delle cartelle.

In alcune circostanze, anche se è ovviamente difficile fare calcoli precisi al riguardo, al contribuente potrebbe addirittura convenire aspettare la prescrizione piuttosto che aderire alla rottamazione delle cartelle.

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