Cercasi donatori di coccole per neonati che non hanno una famiglia

Coccole per i neonati meno fortunati. Le realtà che esistono, anche in Italia, composte da volontari che dispensano amore e cure ai bambini che non hanno una famiglia.

foto-donatori-coccole-neonato-abbandonato

Donatori volontari di coccole per amare neonati senza casa. È rivolto a loro l’annuncio diffuso dall’agenzia statunitense Spence-Chapin, che da tempo recluta volontari che dispensino coccole ai neonati abbandonati dalle 2 alle 6 settimane.

L’amore e il calore umano, il contatto fisico sono degli elementi di fondamentale importanza per il sano sviluppo comportamentale dell’individuo. È un bisogno primario, essenziale per vivere. Tutti dovremmo aver diritto all’amore. Tutti dovremmo aver diritto a quel calore umano e quella protezione che ci fa sentire amati e al sicuro. A maggior ragione quando si è così piccoli.

A tal proposito, la Spence-Chapin cerca volontari che decidano di dedicare il loro tempo a coccolare i più piccoli, nell’attesa che trovino delle famiglie adottive.

La selezione è aperta a tutti: uomini e donne, sposati o single, pensionati o persone che vogliono prendersi un anno di pausa dal lavoro. La cosa importante è la forte intenzione di assistere i piccoli e dedicargli affetto e coccole, garantendogli un ambiente confortevole, protetto e “caldo”.

Ogni volontario può coccolare i neonati dalle due alle sei settimane. Per poterlo fare, è necessario frequentare dei corsi di formazione trimestrale.

I dispensatori di coccole dovranno documentare l’esperienza, compilando un diario e scattando qualche foto da far vedere ai bambini quando saranno più grandi. Infine, un compito fondamentale è prendere parte attiva durante l’inserimento del piccolo nella famiglia adottiva o il reintegro in quella biologica.

Ciò che ci auguriamo è che vengano sviluppati sempre più programmi come il nostro. I volontari ad interim danno ai genitori biologici la possibilità di incontrare esperti che li aiutino a valutare ogni possibilità per affrontare al meglio la genitorialità”, ha spiegato Katie Foley, direttrice del programma adozioni di Spence-Chapin.

Anche in Italia esiste un progetto simile ed è portato avanti dall’associazione Dharma. Dal 2011, l’associazione si occupa dei bambini meno fortunati, con cui entra in contatto su segnalazione dei Servizi Sociali.

I volontari sono tanti e i bambini a cui è rivolto il servizio non sono solo neonati.

Come spiegava al Corriere nell’ottobre 2015 Giovanna Castelli, presidente dell’Associazione, “i minori di cui ci occupiamo vivono in ospedale, finché Tribunale e Servizi Sociali decidono cosa fare: adozione, affido o istituto“.

I volontari di corsia, suddivisi in turni, forniscono ai bambini l’assistenza pratica, danno loro il biberon o la pappa, li cambiano, ma anche coccole. Un’esperienza essenziale che l’assenza dei genitori rischia di cancellare.

via AmbienteBio

loading...