Bruciore e reflusso acido? Ecco i 5 gravi effetti collaterali dei farmaci e 10 rimedi naturali

Molti annunci e spot pubblicitari, così come alcuni medici, consigliano farmaci per affrontare sintomi come reflusso gastrico e bruciore di stomaco. Di conseguenza, molte persone considerano tali farmaci (Lansoprazolo, Omeprazolo, Esomeprazolo) conosciuti come inibitori della pompa protonica, la soluzione ai propri problemi gastrointestinali.

Purtroppo però questi farmaci hanno gravi effetti collaterali. Fin da quando sono stati approvati, intorno al 1980, si è verificata una crescente preoccupazione in merito alla loro sicurezza. Ad esempio sono stati associati ai seguenti disturbi:

Malattia renale cronica. Una nuova ricerca che riguarda 17.222 pazienti i quali hanno utilizzato degli inibitori della pompa protonica ha dimostrato che il rischio di sviluppare malattie renali croniche è maggiore rispetto agli individui che non hanno utilizzato questi farmaci.

Fratture: Numerosi studi hanno dimostrato che l’uso di inibitori della pompa protonica è associato ad un maggiore rischio di cadute con conseguenti fratture, lo dimostra anche uno studio del 2016 su 400 donne anziane che ha messo in rilievo il pericolo. Gli autori di una precedente analisi hanno esaminato più di 244.000 casi di frattura e hanno confermato che gli inibitori della pompa protonica possono aumentare il rischio di frattura dell’anca e della colonna vertebrale, sia l’uso ridotto per meno di un anno, che quello più lungo da un anno in poi sono stati associati a rischi simili.

Cardiopatie: L’utilizzo di inibitori della pompa protonica aumenta il rischio di avere un attacco di cuore. Uno dei più recenti studi che evidenziano questo pericolo è stato pubblicato nel giugno del 2015. Gli autori si sono basati su dati ottenuti valutando circa 2,9 milioni di individui e hanno scoperto che i pazienti affetti da GERD (malattia da reflusso gastro-esofageo) che avevano assunto degli inibitori della pompa protonica hanno avuto un rischio d’infarto 1,16 volte maggiore, inoltre il rischio di morire per via di una condizione cardiovascolare è il doppio in confronto alle persone non affette da tale patologia.

Infezioni: L’uso di questi inibitori è anche associato all’infezione di “Clostridium difficile” (un batterio appartenente alla famiglia Clostridiaceae, patogeno per l’uomo) una condizione che può generare sintomi gravi a rischio di recidiva. Il C. difficile è la causa più comune di diarrea infettiva. Anche se i fattori di rischio tradizionale includono l’uso di antibiotici, l’uso di inibitori della pompa protonica è stata collegata a questa infezione in un recente studio.

Demenza: Un nuovo studio suggerisce che i farmaci comunemente usati per il trattamento del reflusso gastroesofageo e ulcera peptica hanno un alta percentuale di rischio e possono causare demenza. Questa associazione risulta particolarmente preoccupante se associamo l’aumento della demenza (compreso l’Alzheimer) al fatto che sempre più adulti e anziani assumono inibitori della pompa protonica.

Che cos’è il reflusso acido?

Il reflusso acido, alias reflusso gastroesofageo (GERD) o ulcera peptica, è una condizione caratterizzata da una sensazione di bruciore dietro lo sterno (pirosi) che può arrivare fino alla gola sotto forma di un liquido acido. Il dolore può essere così grave che alcune persone pensano di avere un attacco di cuore.

Ecco 10 modi per calmare il bruciore di stomaco

I farmaci prescritti o usati generalmente per l’acidità di stomaco bloccano il reflusso acido e di solito fanno sì che rimanga troppo poco acido nello stomaco piuttosto che troppo, il che significa che i farmaci non stanno affrontando il problema. In realtà il reflusso acido è causato di solito da un ernia iatale o un infezione di Helicobacter pylori, tuttavia può essere attribuita anche all’uso di alcuni farmaci, come quelli usati per combattere l’ansia, per la pressione del sangue, per l’osteoporosi, antidepressivi, antidolorifici e antibiotici.

Curare in modo naturale il reflusso acido

Tutte le informazioni che abbiamo riportato sopra rendono ancora più importante il fatto di curarsi con metodi naturali.

  1. Succo di aloe vera: Può ridurre l’infiammazione e facilitare la guarigione delle cellule danneggiate nel tratto digestivo. Inizia prendendone circa 30 ml 20 minuti prima dei pasti. e’ possibile mescolare il succo di aloe vera con una piccola quantità di acqua. Aumenta gradualmente le dose da 60 a 120 ml.
  1. L’Aceto di mele (non filtrato non pastorizzato), aumenterà l’acido presente nello stomaco, infatti studi recenti dimostrano che il reflusso acido deriva dal fatto di avere poco acido nello stomaco e promuoverà il flusso di muco sano. Assumi un cucchiaio di aceto di mele in 240 ml di acqua.
  1. Astaxantina: E’ stato dimostrato che questo eccezionale e potente antiossidante che è l’astaxantina può ridurre i sintomi di reflusso acido nei pazienti rispetto al placebo, in particolare quelli con una pronunciata infezione da Helicobacter pylori. I migliori risultati sono stati ottenuti con una dose giornaliera di 40 mg.
  1. Il bicarbonato di sodio è in grado di ridurre la sensazione di bruciore, perché neutralizza l’acidità di stomaco. Assumi mezzo cucchiaino dibicarbonato di sodio in 240 ml di acqua. Questo rimedio è consigliato solo per un uso occasionale.
  1. Betaina cloridrato è una forma acida di betaina, una sostanza nutritiva presente nei cereali, spinaci e altri alimenti. Se assunto come integratore, labetaina cloridrato fornisce l’acido cloridrico allo stomaco per promuovere la digestione e l’assorbimento delle sostanze nutritive. Può anche combattere in maniera efficace l’Helicobacter Pylori. Si consiglia di prendere una o più capsule (350 mg) con un pasto che contiene proteine. Nota: Segui le indicazioni del medico in caso di gastrite o ulcera.
  1. Lo zenzero è stato usato fin dai tempi antichi per trattare i disturbi gastrointestinali. Studi più recenti hanno dimostrato che può bloccare l’acidità e sopprimere l’Helicobacter Pylori. Prepara una efficace tisana di zenzero come spiegato in Come fare la Tisana di Zenzero per avere questi 10 benefici e bevi l’infuso circa venti minuti prima di ogni pasto.
  1. La glutammina è un aminoacido che si trova in molti alimenti, frutta, verdura ecc. Gli integratori a base di L-glutammina, un isomero biologicamente attivo degli amminoacidi, possono riparare i danni causati da H. Pylori.
  1. I probiotici, in particolare il Lactobacillus acidophilus (contenuto nello yogurt fatto in casa; in quello dei supermercati è troppo debole) possono contribuire a mantenere sana la flora batterica. Sia i probiotici che glialimenti fermentati possono prevenire e ridurre i sintomi da reflusso gastrico.
  1. L’olmo sdrucciolevole è un rimedio a base di erbe che contiene antiossidanti in grado di alleviare l’infiammazione e facilitare la digestione. L’olmo sdrucciolevole, poco conosciuto in Italia, aiuta anche ad aumentare la secrezione di muco che protegge il tratto intestinale contro i danni. Puoi assumere l’olmo sdrucciolevole come un tè (4 grammi di corteccia d’olmo in polvere in 480 ml di acqua bollente lasciando in infusione dai 3 ai 5 minuti da bere 4 volte al giorno) tintura, (5 ml tre volte al giorno) o capsule (400-500 mg tre volte al giorno dalle 4 alle 8 settimane )
  1. Evita di bere durante i pasti. Questo include l’acqua, liquori, succhi di frutta o latte. Assumere troppi liquidi nei pasti diluisce i succhi digestivi, e farà sì che il cibo passi attraverso lo stomaco più lentamente, causando indigestione. Un po’ di acqua durante i pasti aiuterà il cibo a mescolarsi nello stomaco, ma assicurati che sia a temperatura ambiente o calda, non ghiacciata, si consiglia di bere meno di un terzo del bicchiere. Bevi acqua 20 minuti prima dei pasti o 90 minuti dopo la digestione. Alcune persone sono in grado di bere un po’ di vino con il loro pasto senza avere particolari problemi di digestione, tuttavia per molti non è così. In caso di gas, bruciore o sintomi da reflusso, bevi meno mentre mangi e limitati solo all’acqua.
Integratore alimentare a base di l-glutammina

Integratore alimentare a base di probiotici

Riferimenti
Chitnis AS et al. Epidemiology of community-associated Clostridium difficile infection, 2009 through 2011. JAMA Internal Medicine 2013; 173(14): 1359-67
Lazarus B et al. Proton pump inhibitor use and the risk of chronic kidney disease.JAMA Internal Medicine 2016 Jan; 11:238-246
McDonald EG et al. Continuous proton pump inhibitor therapy and the associated risk of recurrent Clostridium difficile infection. JAMA Internal Medicine 2015 May; 175(5): 784-91
Mercola.com 15 natural remedies for the treatment of acid reflux and ulcers
Shah NH et al. Proton pump inhibitor usage and the risk of myocardial infarction in the general population. PLoS One 2015 Jun 10; 10(6): e0124653
Thaler HW et al. Association of proton pump inhibitor use with recurrent falls and risk of fractures in older women: a study of medication use in older fallers. Journal of Nutrition, Health and Aging 2016; 20(1): 77-81
University of Maryland. Slippery elm
University of Michigan Health System. Betaine hydrochloride
Zhou B et al. Proton-pump inhibitors and risk of fractures: an update meta-analysis. Osteoporosis International 2015 Oct 13

via Dionidream

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